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Iniziata il 27 settembre 2022
Dura oltre quattro ore il consiglio federale della Lega. Quattro ore di discussione “franca“, per stessa ammissione di fonti vicine a Matteo Salvini, eufemismo (poco) utile a mascherare un confronto in cui i momenti di tensione non sono mancati.
Certo, il segretario compra tempo, ottiene persino che nel comunicato finale si parli di “piena fiducia” nei suoi confronti, ma per riuscire nell’intento deve accettare di sacrificare non poco della propria autonomia (parola chiave, tenetela a mente).
L’intervento di Luca Zaia è tra quelli politicamente più densi. Il governatore del Veneto chiede che il partito torni ad assumere dei tratti più identitari. Il ché non significa, per intenderci, un ritorno alla Lega bossiana, ma vuol dire fin da subito scegliere dei temi forti, riconoscibili, attorno ai quali imperniare la propria agenda. Troppo politichese? Allora la si metta in questo modo: al primo Consiglio dei ministri la Lega chiederà a Giorgia Meloni di inserire nell’ordine del giorno il tema dell’autonomia. Salvini non si oppone, figurarsi, ma è solo l’inizio di un lungo e duro pomeriggio per il segretario.
Sono infatti gli stessi governatori a chiedere e ad ottenere che il Capitano calendarizzi – per poi renderle pubbliche – le date dei congressi locali, provinciali e regionali, che nelle intenzioni dei richiedenti avranno il compito di ridistribuire il potere interno al Carroccio. Quelli cittadini dovranno tenersi entro ottobre, per il provinciale di Bergamo il giorno da cerchiare di verde è il 20 novembre, mentre per i congressi regionali non si dovrà andare oltre gennaio 2023. Salvini china il capo anche su questo fronte, si difende ricordando che solo la pandemia fino ad oggi ha impedito di dare una rinfrescatina alla democrazia interna, ma poi mette un piede in fallo, mostrando un segno di debolezza che i suoi avversari interni colgono immediatamente.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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