Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Iniziata il 12 ottobre 2022
Chi lo ha sentito dice che i due non si siano sentiti. Il primo è Salvini, gli altri, quelli ai ferri corti, sono Meloni e Berlusconi. Il Cavaliere ha confidato ai suoi che “se Giorgia pensa di fare come Draghi si sbaglia di grosso“, e il “come Draghi” equivale a scegliere i ministri di Forza Italia senza consultarlo. Alla fine, dicono da Fratelli d’Italia per spegnere sul nascere l’incendio, tutto si risolverà per il meglio, “vedrete“, ma è chiaro che la tensione tra gli azionisti di (futura) maggioranza abbia superato da un pezzo i livelli di guardia.
Salvini, ad esempio, sta giocando un ruolo ambiguo, da “petrusino ogni ‘mmenesta“. Un po’ dice di essere pronto a fare un passo di lato e pure uno indietro per rinunciare al Viminale (ben sapendo che quella casella gli è preclusa per le sue vicende giudiziarie), dall’altra attizza il fuoco forzista, dando vita a vertici con Berlusconi che non prevedono la presenza di Giorgia. Un gioco di sponda volto a segnalare alla premier in pectore che Lega e Forza Italia sono pronte ad unire le reciproche debolezze per bilanciare il suo strapotere, ove mai ce ne fosse bisogno.
È chiaro che a Meloni far nascere un governo (perché nascerà, al netto dei desideri di molti) basato sul risentimento di Salvini e Berlusconi non convenga.
Eppure sono già diverse le situazioni in cui le sue parole sono apparse agli alleati come categoriche, quasi insindacabili, al punto da far dire al Cavaliere che “Giorgia è arrogante, così partiamo male“.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
IscrivitiQuesta diretta è terminata.
A breve il primo aggiornamento.