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Iniziata il 28 novembre 2022
Due mozioni con cui stanare i “pacifinti” in Parlamento, due mozioni con cui impedire il possibile ricongiungimento tra Pd e Movimento 5 Stelle (“Come possono parlare di alleanze, anche a livello locale, se la pensano diversamente su questioni tanto cruciali?“, confida un esponente del centrodestra), due mozioni con cui segnalare la totale adesione al blocco atlantico, respingendo al mittente le accuse dei mesi scorsi. Sono questi gli obiettivi che il centrodestra unito tenterà di perseguire a partire da domani sui temi del sostegno all’Ucraina e dell’aumento delle spese militari in ambito NATO.
Nella bozza della prima mozione, la maggioranza chiede che la Camera impegni il Governo “ad assumere tutte le iniziative necessarie per conseguire l’obiettivo di una spesa per la difesa pari al 2% del Pil“. I più attenti avranno notato che la percentuale indicata non è casuale, bensì quella storicamente associata agli impegni NATO.

Nella mozione unitaria del centrodestra allo studio, però, c’è un passaggio sostanziale. Nel testo, infatti, la maggioranza chiede di promuovere, “nel quadro della riforma del Patto di stabilità e crescita, l’esclusione delle spese per gli investimenti nel settore della difesa dal computo dei vincoli di bilancio“. Aggiunta che, nelle intenzioni degli scriventi, dovrebbe riuscire a privare l’opposizione, in particolare quella M5s, di argomenti di natura demagogica. Per quanto ambizioso (chiaro eufemismo), tale indirizzo consentirebbe infatti al governo di finanziare l’aumento delle spese militari senza gravare sul bilancio statale. Riassume un parlamentare di Fdi: “A quel punto quali saranno gli argomenti che Conte utilizzerà per opporsi all’ammodernamento delle nostre forze armate?“.
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