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Iniziata il 21 gennaio 2023
È una storia straordinaria, che merita di essere raccontata e conosciuta, quella della “piccola” Bulgaria, il Paese che la scorsa primavera ha – in gran segreto – salvato l’Ucraina. Merito del coraggio e della fantasia dell’ex premier Petkov, un politico che ha preferito perdere il proprio potere piuttosto che cedere ai diktat dei partiti filo-russi. Conosco un altro premier che ha scelto lo stesso destino.

A ricostruire questa incredibile vicenda con una serie di interviste al ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, allo stesso Kiril Petkov e al suo ministro delle finanze, Assen Vassilev, è stata un’inchiesta del quotidiano tedesco WELT. Non è un dettaglio: c’è da sperare che l’abbiano letta a Berlino, precisamente al Palazzo della Cancelleria federale, là dove Olaf Scholz, ormai da giorni, sta scientemente negando a Kyiv delle forniture capaci di salvare migliaia di vite.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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