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Iniziata il 26 gennaio 2023
In capannoni come questi, nella contea di Greenville, South Carolina, si lavora già alla prossima svolta della guerra in Ucraina. Lockheed Martin, azienda fornitrice numero uno negli Stati Uniti per il settore difesa, sta aumentando la produzione di aerei da combattimento F-16. E non per caso.

Contattato dal Financial Times, Frank St. John, chief operating officer di Lockheed Martin, ha infatti svelato l’esistenza di “molte discussioni” sul trasferimento di F-16 all’Ucraina da parte di Paesi terzi. In un meccanismo simile a quello che ha visto Berlino bloccare per settimane la cessione dei Leopard a Kyiv, l’amministrazione USA ha infatti a sua volta potere di veto sulla cessione di caccia di fabbricazione americana. Ma nel caso in cui la Casa Bianca desse semaforo verde, l’azienda a stelle e strisce si farebbe trovare pronta, fornendo a tutti i Paesi di una ipotetica coalizione di “fighters” i sostituti per non lasciare sguarnite le proprie difese.
Ma se un funzionario della difesa USA si trincera dietro un laconico “in questo momento non abbiamo nulla da annunciare riguardo agli F-16“, diplomatici europei e americani sembrano pensarla diversamente.
Come riportato da POLITICO, un alto diplomatico di una potenza europea ha ammesso che per la consegna di jet da combattimento “non è questione di se, ma di quando“. D’altronde la questione non è nuova. Già all’inizio dell’invasione un’iniziativa simile venne ampiamente discussa, in particolare tra Washington e Varsavia, con la Polonia ad insistere con la Casa Bianca affinché la consegna all’Ucraina di Mig-29 di fabbricazione sovietica venisse bilanciata dal trasferimento in patria di F-16 made in USA. La questione venne accantonata ufficialmente a marzo. La parola chiave del precedente periodo è “ufficialmente“.
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