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Iniziata il 08 febbraio 2023
In questa dimensione alterata della realtà, in questo Paese impermeabile a tutto ciò che di importante e decisivo accade intorno, rischia di passare inosservato lo scadimento della considerazione internazionale dell’Italia intervenuto negli ultimi mesi. Dimostrazione plastica si è avuta oggi, nel corso di una giornata a suo modo storica per l’Occidente e il mondo libero: Volodymyr Zelensky in visita prima a Londra e poi a Parigi, per incontrare i capi di Stato e di governo ritenuti più influenti in Europa. E Roma? Dolorosamente assente.
Da Sunak a Macron, passando per Scholz: Giorgia Meloni non c’è. E il vero dramma – udite udite – è che non è nemmeno colpa sua. Il facile tiro al bersaglio del premier lasciamolo alle opposizioni. Chi invece ha l’ambizione di osservare la realtà con lenti oneste riconosca una realtà per l’Italia ancora più inquietante: Meloni non è il (solo) problema. Magari lo fosse: aspetteremmo nuove elezioni per sostituirla con un’altra personalità maggiormente rispettata. Qui il guaio è un altro: è che il jolly per sederci al tavolo dei grandi ce lo siamo giocati (male) in un caldo pomeriggio di luglio.

Mamma America, a dirla tutta, c’aveva avvisati già diversi mesi prima dell’ultima torrida estate. Il messaggio era il seguente: avete questo signore universalmente apprezzato, tenetelo caro. Magari pure per 7 anni.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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