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Iniziata il 16 febbraio 2023
“I due si detestano“. La mette giù così, una fonte informatissima sui fatti, rispondendo alla domanda sugli attuali rapporti fra Carlo Calenda e Matteo Renzi, fondatori di quel Terzo Polo che oggi, dopo il mezzo flop delle Regionali, pare una pentola in ebollizione.
Uno, il leader di Azione, è convinto che l’altro trascorra le giornate a tramare alle sue spalle. Ed è per questo che ogni tanto sembra intento a giocare ad “un, due, tre…stella!“. Voltandosi di scatto crede, o forse addirittura spera, di vedere l’altro, Renzi, col pugnale tra le mani e la lama ad un centimetro dalla schiena. L’altro, il leader di Italia Viva, crede che l’uno, Calenda, semplicemente non sia tagliato per la politica. Troppo ondivago, troppo poco tattico, nonché affetto da una forma acuta di “costruttivismo” che gli impedisce di tenersi al riparo da clamorosi autogol: dalla polemica Zelensky-Sanremo all’analisi della sconfitta in Lombardia e Lazio, per citare gli ultimi esempi.
Ma il vero problema delle relazioni Calenda-Renzi (al netto delle smentite di rito) è che l’oggetto del contendere non sono più (non solo, almeno) i rapporti personali fra i due leader.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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