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Iniziata il 23 febbraio 2023
Arrivano segnali a dir poco preoccupanti dalla Moldova. E non sono quelli che la stampa internazionale ha fino a ieri riportato come decisivi. Più che sul decreto sulla sovranità moldava sulla questione Transnistria annullato da Putin, occorre infatti concentrarsi sul repentino cambio di passo imposto dal Ministero della Difesa russo sul fronte comunicativo. Poche ore fa, Mosca ha infatti redatto una nota allarmante nei toni e nella sostanza, dichiarando che “secondo le informazioni in possesso, il regime di Kyiv sta preparando una provocazione armata” contro la Moldova. Questa operazione, sostiene la Russia, dovrebbe tenersi “nel prossimo futuro” e “sarà effettuata da unità delle Forze armate ucraine, comprese quelle che coinvolgono la formazione nazionalista Azov“. Il comunicato prosegue dichiarando che, come pretesto per l’attacco, Kyiv sia intenzionata a mettere in scena una “offensiva delle truppe russe” dal territorio della Transnistria. A questo scopo, aggiunge Mosca, i sabotatori si travestiranno con uniformi militari russe. Chiosa da tenere a mente: la Russia sottolinea di monitorare “attentamente” la situazione al confine tra l’Ucraina e la Moldova e si dice “pronta a rispondere a qualsiasi cambiamento della situazione“.
Il primo dato che balza agli occhi è il salto di qualità “comunicativo” operato dalla Federazione Russa. Alla nota in questione, del tutto insolita se collegata alla situazione in Transnistria, bisogna infatti aggiungere anche la posizione espressa nelle ultime ore dal ministero degli Esteri, secondo il quale “la Moldova, su indicazione dell’Occidente, ha intrapreso un percorso di riduzione di tutte le forme di interazione con la Transnistria” e, per queste ragioni, “la situazione in quest’area si è deteriorata in modo significativo“. Cosa sta facendo la Russia? Sta costruendo una narrazione. Le mosse della Russia ricordano in maniera sinistra quelle compiute nelle settimane e nei giorni precedenti all’invasione dell’Ucraina. Anche allora Mosca segnalò la possibilità di operazioni “false flag” nel Donbass di matrice ucraina contro la popolazione filorussa. Una tesi rilanciata ancora pochi giorni fa dallo stesso Vladimir Putin nel suo discorso all’Assemblea federale, quando il presidente russo ha sostenuto che proprio Kyiv, un anno or sono “non solo voleva attaccare il Donbass, ma anche la Crimea”.
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