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Iniziata il 27 febbraio 2023
Rappresenta un segnale inquietante per la serenità della Moldova la decisione annunciata pochi minuti fa dalla compagnia aerea ungherese Wizz Air. Il maggiore vettore low-cost dell’Europa centrale e orientale ha infatti comunicato la volontà di sospendere, a partire dal 14 marzo, tutti i suoi voli “da” e “per” la capitale moldava, Chisinau, denunciando “rischi per la sicurezza“. Ancora più allarmante il comunicato con cui la compagnia ha motivato la sua scelta.
“Wizz Air – si legge – ha monitorato da vicino la situazione della sicurezza in Moldova e si è tenuta costantemente in contatto con varie autorità e agenzie locali e internazionali per garantire il massimo livello di sicurezza e protezione delle operazioni. La sicurezza dei passeggeri e dell’equipaggio rimane la priorità numero uno di Wizz Air e, a seguito dei recenti sviluppi in Moldova e del rischio elevato, ma non imminente, nello spazio aereo del paese, Wizz Air ha preso la difficile ma responsabile decisione di sospendere tutti i voli verso Chisinau a partire dal 14 marzo“.
Il pensiero, alla luce di questa decisione, non può non correre alle informazioni di intelligence declassificate una settimana fa dal presidente ucraino Zelensky in un’intervista concessa a “Die Welt“. In quell’occasione il leader di Kyiv ha svelato come i servizi ucraini avessero raccolto informazioni su piani di Mosca per prendere il controllo dell’aeroporto di Chisinau, sfruttandolo come testa di ponte per aprire un nuovo fronte nell’Ucraina occidentale. Lo stesso neo-primo ministro moldavo, Dorin Recean, aveva confermato queste preoccupazioni, ammettendo l’esistenza di “diversi scenari di destabilizzazione, inclusi quelli menzionati da Zelensky“. Ma c’è dell’altro.
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