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Iniziata il 05 marzo 2023
Nelle parole di Volodymyr Nazarenko, vicecomandante della Guardia Nazionale Ucraina, “ogni ora a Bakhmut assomiglia all’inferno“. Dopo mesi di assedio, mai come questa volta la “fortezza” ucraina sembra sul punto di cedere. Circondata dai soldati russi, strangolata dai mercenari del Wagner, adesso annaspa alla ricerca dell’ultimo spiraglio di ossigeno. Comunque vada, questa resistenza finirà sui libri di storia.

Perfino il mostro Prigozhin rende onore al coraggio ucraino: “Stanno combattendo fieramente”, ammette mentre immagina di assaporare il calice della vittoria. Se lo dica per giustificare le difficoltà sin qui incontrate dai russi o per reale apprezzamento dell’altrui valore, nessuno lo sa.

Ma perché Bakhmut è così importante? Perché appare crocevia di questa guerra?
C’è chi dice che ad averla resa tale siano stati Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, ostinandosi alla contesa della stessa, attribuendole un valore che in realtà non possiede. Altri rispondono mostrando le mappe: mostrano che Bakhmut è tessera fondamentale di un puzzle più ampio. Dopo di lei verrà un’altra Bakhmut in cui arroccarsi. E poi un’altra ancora. E un’altra ancora.

Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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