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Iniziata il 12 marzo 2023
Squillino le trombe, rullino i tamburi: è finalmente arrivata la prima puntata di “Dieci domande“.

Sui social l’ho presentata come una “nuova rubrica“. In realtà è un modo per coinvolgere ulteriormente questa splendida comunità di lettori, per approfondire questioni in sospeso, per svelare eventuali retroscena, per soddisfare qualche vostra curiosità.
Nelle intenzioni di chi vi scrive, questo appuntamento si rinnoverà ogni settimana. Nelle intenzioni. Perché la mia vita negli ultimi anni è testimone che può verificarsi da un momento all’altro un tentato golpe in Brasile, possono essere alzate delle barricate in Kosovo, possono scoppiare delle proteste in Georgia, può aprirsi una crisi di governo in Italia. Ok, quest’ultimo, dopotutto, non sarebbe questo grande imprevisto.
Non aspettatevi uno stile ingessato. Alle vostre domande (bellissime, tutte: non sapete quanto difficile è stato selezionarne dieci questa settimana) risponderò con un tono confidenziale, più o meno quello che ci si riserva tra amici che si incontrano nel bar del paese a fine giornata. No, non sto dicendo che non prenderò l’argomento seriamente, che sottovaluterò l’importanza dei temi trattati. Non sarebbe da me, non sarebbe da noi. Dico solo che questo spazio, queste “Dieci domande“, le immagino come un momento “nostro”. Blogger e lettori. Ciò significherà, per voi, prendersi la libertà di fare domande irriverenti. E per me rispondere a tono. Attenzione: dovrete e dovrò cercare di non uscire fuori dal seminato. Qui si parla prevalentemente di politica e geopolitica. Al limite cronaca, attualità. Non vale, per esempio, chiedermi quale sia la più importante squadra di calcio d’Italia (anche perché avrei vita facile a rispondervi Milan, ovviamente!). Ecco, ci siamo intesi, credo. Possiamo salpare: dieci domande, dieci risposte. Buona navigazione a noi.

Daniel chiede delle chance di Sanna Marin alle prossime elezioni in Finlandia. Attualmente i sondaggi parlano di un testa a testa. Anzi, di un testa a testa a testa. A contendersi il primo posto sono Petteri Orpo, Sanna Marin e Riikka Purra, leader rispettivamente di Coalizione Nazionale, Partito Socialdemocratico di Finlandia e Partito dei Finlandesi. Qual è la posta in palio? Essere primo partito significa acquisire il diritto di provare a formare un governo in Parlamento. A venti giorni dal voto, secondo la media dei sondaggi di POLITICO, ci sono tre partiti in due punti percentuale. Traduzione: Daniel ha fatto una domanda a cui oggi è impossibile rispondere. Ma una cosa possiamo dirla: il trend delle ultime settimane dice che Sanna Marin è in rimonta. Potrebbe essere una battaglia all’ultimo voto. Spoiler: la seguiremo in diretta, stile Estonia.


Annalisa chiede dell’impatto delle proteste negli Stati post-sovietici. Gli ultimi rapporti di intelligence dicono che Mosca ha perso capacità di intervento rispetto a pochi anni fa. La guerra in Ucraina ha assorbito gran parte delle risorse russe. Ma attenzione a due aspetti. Il primo: Tbilisi ha dimostrato che le opinioni pubbliche contano. Il secondo: questo vale anche a parti invertite. Il “soft power” russo è un fattore. Occhio a Chisinau.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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