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Pubblicato il 25 marzo 2023
Quando ha aperto la riunione annunciando “una prossima missione in Texas“, qualcuno tra gli eletti dem vicini a Stefano Bonaccini ha per un attimo – solo uno – immaginato uno scenario politico all’O.K. Corral con Elly Schlein. Di chi è il dito più veloce del West? No, non è questo il punto oggi in casa Pd. La domanda è un’altra: chi ha i numeri più alti fra i dem del Parlamento? È dalla risposta a tale quesito che dipendono le prossime mosse della nuova segretaria.
Poco prima del fischio d’inizio, i due (ex) contendenti si sono sentiti al telefono. A chiamare – pare – sarebbe stata Schlein. La segretaria ha fiutato aria di tempesta, è da giorni che monta il nervosismo fra gli sconfitti. Il ritornello, tra i bonacciniani di più stretta osservanza, suona più o meno così: “Minoranza sì, umiliati no“. E “umiliati no” significa che Schlein deve riconoscere la consistenza della forza di Bonaccini all’interno del partito. Sì, ma nel Partito Democratico la situazione è proverbialmente “in evoluzione” (cit.). E ciò significa che questa riunione, pallottoliere alla mano, forse Bonaccini avrebbe fatto meglio a non farla.
Si fanno chiamare “neo-ulivisti“: sognano un veliero che attraversi in fretta il deserto dell’opposizione, che nel nome dell’unità li riporti al governo quanto prima. Erano i grandi assenti di oggi. È gente che sulla scacchiera Pd conta, ha contato, conta di tornare a contare.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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