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Iniziata il 30 marzo 2023
Una notizia battuta pochi minuti fa dalla TASS, l’agenzia di stampa ufficiale russa, merita di essere seguita con grande attenzione. Evan Gershkovich, corrispondente del Wall Street Journal in Russia, è stato arrestato ad Ekaterinburg dal Servizio di sicurezza federale russo (FSB) con l’accusa di spionaggio. In una dichiarazione ripresa dai media statali di Mosca, i servizi segreti russi accusano Gershkovich: “Su istruzioni degli Stati Uniti, stava raccogliendo informazioni su una delle imprese del complesso militare-industriale russo, che costituiscono un segreto di Stato“. Perché la vicenda rischia di diventare un caso molto importante? Non si tratta “solo” della libertà di un uomo, di un giornalista. Il punto è che Gershkovich è un cittadino americano.

Le informazioni in questo momento sono ancora sommarie. Da quanto è in grado di ricostruire questo Blog, Gershkovich stava indagando sul Gruppo Wagner.
Yaroslav Shirshikov, attivista locale, è stato il primo a denunciarne la scomparsa. Due settimane fa era stato intervistato dallo stesso Gershkovich. Shirshikov ha raccontato di avere ricevuto una chiamata da un numero di Londra, ieri sera: un uomo di nome Thomas lo informava che il 32enne giornalista aveva fatto ritorno ad Ekaterinburg il 29 marzo e non aveva contattato la redazione per un giorno. Proprio ieri il quotidiano Vecherniye Vedomosti aveva raccontato di un arresto particolare in centro città, nei pressi del ristorante Bukowski Grill.

Alcune persone in abiti civili – probabilmente agenti in borghese – avevano arrestato un uomo calandogli un maglione sopra la testa.
Il Blog aprirà nel liveblog qui sotto un’apposita diretta per gli iscritti. La sensazione è che la vicenda possa assumere una portata maggiore di quella di un “semplice” caso di cronaca. Staremo a vedere.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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