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Pubblicato il 10 aprile 2023
Ancora in aereo, di ritorno da Pechino, Emmanuel Macron sostiene il rischio che gli europei diventino “followers“, se non addirittura “vassalli“, degli Stati Uniti. Di più: spiega che in caso di crisi USA-Cina sull’altare di Taiwan, le potenze d’Europa non dovrebbero andare “al ritmo scelto da altri“.
Se a parlare non fosse il presidente francese, verrebbe quasi da preoccuparsi.
Parigi da sempre nutre ambizioni eurocentriche, nemmeno troppo segretamente immaginandosi centro dell’Europa. A maggior ragione dopo Brexit.
I francesi invocano la difesa comune europea – concetto a dir poco utopistico ed in concreto irrealizzabile. Al contempo evocano un sottinteso palese: “A guidarla dovremmo essere noi, unica potenza nucleare del sempre-più-Vecchio Continente“. Tutto sembrerebbe filare. Se non fosse che per fare la Storia bisogna fare i conti con i popoli, di dentro e di fuori. Quelli di dentro – gli europei – non accetterebbero né di prendere ordini dai generali francesi, né di morire per cittadini di altre nazioni. Nulla contro mesdames et messieurs. Ad oggi è anche discutibile che un italiano scelga consapevolmente di morire per un suo connazionale. Ma provate a chiedere ad un calabrese – quale sono, così nessuno potrà offendersi – se sia disposto a dare la vita per un cittadino della Borgogna. Più facile che vi indirizzi altrove, facendo uso di un’espressione caratteristica di Cetto La Qualunque.
E poi ci sono gli altri. Nello specifico gli americani. Dopo aver combattuto e vinto due guerre mondiali, di andarsene dall’Europa, questi, non hanno intenzione alcuna. Ecco, prima di invocare un “terzo polo” tra due reciprocamente ostili, Macron deve rispondere alla seguente domanda: è pronto a fare la guerra agli americani? Perché potrà pure sconvolgere molti, ma è il solo modo per affermare l’autonomia strategica (e dunque militare) dell’Europa.
A consolare chi scrive, e spero pure i lettori, il fatto che Macron – ottimo leader in patria – non sia nuovo a voli pindarici presto smentiti dalla cronaca. Memorabile quello che diagnosticava per la NATO lo stato di morte cerebrale. Si è visto.
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