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Pubblicato il 10 maggio 2023
Giorgia Meloni è a Praga per un incontro con i vertici della Repubblica Ceca. Ma la verità è che vorrebbe tornare frettolosamente a Roma. Il suo governo è sotto assedio in Europa. Il nostro vero problema è che non si capisce perché. E che non è colpa sua. Fra i ministri dell’esecutivo in questi minuti si registra sconcerto, c’è chi evoca l’immagine del “fuoco amico”, chi invoca l’intervento del Quirinale. Come mai Francia e Spagna ci prendono di mira? Cos’abbiamo fatto?
Ad aprire le danze è stato Stéphane Séjourné, segretario generale di “Renaissance“, il partito di Emmanuel Macron: “L’estrema destra francese prende come modello l’estrema destra italiana. Bisogna denunciare la loro incompetenza e la loro impotenza. Meloni fa molta demagogia di fronte all’immigrazione clandestina: la sua politica è ingiusta, inumana e inefficace“. È un affondo che fa doppiamente male, perché rigira la lama nella ferita aperta dal ministro dell’Interno francese Darmanin.
A continuare il tango è stata Yolanda Diaz, vicepremier di Spagna: con l’ultimo decreto sul lavoro, ha detto durante un dibattito, l’esecutivo italiano di Giorgia Meloni ha mostrato di voler “governare contro lavoratori e lavoratrici“, per “tornare” al modello dei “contratti spazzatura“.
Come possono essere definite queste uscite? Con una sola espressione: invasioni di campo ingiustificate. Attenzione: qui non si vuole stabilire se i rappresentanti di Francia e Spagna abbiano o meno ragione sul conto delle politiche italiane. Perché il punto non è il merito, ma il metodo. Non spetta cioè a Francia e Spagna emettere giudizi sulle legittime scelte di un esecutivo alleato democraticamente eletto.
Molto interessante, per avere un’idea dello stato di salute della politica italiana in toto, sarà comprendere come si muoveranno le opposizioni dinanzi a questi attacchi. Cederanno alla tentazione di cavalcare la difficoltà di Meloni o si schiereranno a difesa di Roma? Non bisogna essere Kissinger per capire che Séjourné e Diaz stanno utilizzando la politica estera per ragioni di politica interna.
È un errore da matita blu. Vedremo chi farà sfoggio, anche in Italia, di un tale livello di dilettantismo.
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