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Pubblicato il 15 maggio 2023
Sei giorni d’assenza dalla scena pubblica. Tanto è bastato perché si rincorressero voci su un Aleksandr Lukashenko in condizioni di salute critiche, se non disperate. Di più: nelle ultime ore indiscrezioni ancora più insistenti (fake) riportavano l’avvenuta morte del dittatore bielorusso, così rinforzando il clima da “Giorno del Giudizio” imminente da giorni respirato tra i canali dell’opposizione.
Poi il ritorno sulla scena, una visita al comando centrale dell’aeronautica pensata con ogni probabilità per placare i suddetti rumours, in particolare quelli che ne descrivevano il recente trasferimento in ospedale per una non meglio precisata “malattia” la sera del 13 maggio.
Un ricovero improvviso, stando a quanto riportato dal gruppo di monitoraggio bielorusso Hajun, avvenuto presso il Republican Clinical Medical Center, con tanto di strade bloccate dal lungo corteo presidenziale e forze di sicurezza schierate a presidio della struttura sanitaria.
Ricostruzioni che si aggiungevano all’inquietante spettacolo offerto da Lukashenko in quel di Mosca per la parata del Giorno della Vittoria, ultima apparizione pubblica prima di quella odierna, con il leader della Russia Bianca visibilmente claudicante nella sua andatura, impedito nel depositare con gli altri capi di Stato ghirlande di fiori per i caduti, e poi costretto a lasciare anzitempo la compagnia, sottraendosi ad una chissà quanto piacevole colazione di lavoro con Putin e soci.
Si arriva così alle immagini odierne, tra presunti sosia e statue di cera evocati sui social. Qual è la verità? Cosa possiamo evincere delle condizioni di Lukashenko dalle immagini rilasciate? E ancora: come sta muovendosi l’opposizione in queste ore?
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