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Pubblicato il 07 giugno 2023
Sei l’amministratore di una zona alluvionata, hai bisogno di risposte, di indennizzi, di sostegno. E rimani anche piacevolmente sorpreso, perché la volontà espressa dal premier Meloni di un tavolo settimanale a Palazzo Chigi è con tutta onestà anche meglio di quello che ti aspettavi. Ma la vera sorpresa è un’altra: è lo spettacolo di cui ti ritrovi ad essere testimone. Menù del giorno: scintille fra il presidente del Consiglio ed il suo vice. Braccia allargate di Salvini, occhi al cielo di Meloni.
I presenti all’incontro attribuiscono le maggiori colpe a Matteo Salvini: “Si vedeva che non era di genio“. Alt. È difficile che genio e Capitano possono stare insieme nella stessa proposizione. Allora non è da escludere che dietro i brontolii andati in scena poche ore fa nella sede del governo, vi sia in realtà un malessere di fondo, un’insofferenza più radicata. Sentimenti che le solite fonti ufficiali bolleranno come “invenzioni giornalistiche“, salvo a microfoni spenti confermare che “in effetti qualcosa è successo“. Sì, ma cosa? Molto semplicemente: Salvini soffre Meloni e le sue scelte – ecco l’accusa – “non concordate, calate dall’alto“.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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