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Pubblicato il 09 luglio 2023
Possiedo due messaggi in bottiglia per chi legge. Entrambi da scartare con cura, da maneggiare con cautela. Il primo: l’articolo che segue potrebbe provocare spaesamento, sortire in alcuni una certa delusione. Spiace molto, ma non posso risponderne io: tradirei la missione del Blog, e ancora prima la mia coscienza. Questo spazio – il GRANDANGeLO del Blog – è nato con l’intenzione di raccogliere le mie opinioni, i miei punti di vista, non per andare al traino della maggioranza dei lettori. Figurarsi degli elettori.
Eppure molto più di qualcosa vi devo, in termini di gratitudine e di rispetto.
Così il secondo messaggio che sento di indirizzarvi è il seguente: la rubrica telefonica di chi scrive non è andata smarrita, né l’attenzione alla politica italiana è venuta meno. So che qualcuno lo ha temuto, visto il silenzio assordante del sottoscritto sulle vicende La Russa e Santanché. Vi tranquillizzo: il Blog monitora la situazione, lo fa continuamente. E allora c’è chi potrebbe domandarsi, e forse addirittura dovrebbe: perché nessuna soffiata, nessun aggiornamento? Che la bulimia di popcorn abbia infine condotto al loro esaurimento? Niente di tutto ciò, i magazzini sono pieni, le scorte al sicuro.
Non resta che bloccare in partenza il malpensante in servizio permanente, prima di passare al dunque: non esiste desiderio di accarezzare il pelo a questo governo (né a quello che verrà, quando verrà), nessuna ambizione di asservimento muove le mie dita su questa tastiera. Perché ho scelto diverso tempo addietro di andare per la mia strada, senza legami, in un senso o nell’altro comunque limitanti.
È vero oggi, in questo Paese: se scegli di raccontare la partita senza indossare una casacca, i giocatori delle squadre in campo, di tutte le squadre in campo, finiranno per guardarti con diffidenza. Sempre ti manterranno ad una certa distanza.
Non è la via più semplice per chi fa questo mestiere, ve lo garantisco. Ma è la mia. Senza pentimenti.
Così, andando finalmente al punto, perché questo silenzio? Perché la mia bussola è la seguente: il Blog racconta di politica e geopolitica. Nei casi di cui sopra non ne ho riscontrato tracce, ad eccezione di qualche onda d’urto, dopo le note deflagrazioni.
Nel dettaglio: è politica la vicenda di un ministro indagato? Certo che lo è, ma solo in parte. Il Blog non pratica lo sport giocato all’interno di certe redazioni: non va a caccia di avvisi di garanzia, non campa di intercettazioni, non emette sentenze prima dei tribunali. È una regola che vale da sempre, che continuerà a valere, per tutti.
È politica la vicenda di un presidente del Senato il cui figlio viene accusato di un reato grave come una violenza? Certo che lo è, ma solo in parte. Lo è quando il presidente del Senato decide di privilegiare la dimensione umana, quella di genitore, a scapito della funzione pubblica.
Rispetto per il dolore di un padre, ma oltre la valutazione politica riguardante l’evidente inopportunità di certe frasi, pronunciate a difesa del figlio, non mi spingo. Perché? Perché ritengo che politicizzare una vicenda del genere sia un errore. Un torto fatto a tutte le parti in causa, inclusa quella che si dichiara offesa. E perché non mi riguarda, perché non mi occupo di gogna mediatica, non faccio questo di mestiere.
Cosa farà, dunque, il Blog da qui ai prossimi giorni, alle prossime settimane? Risposta: quello che ha fatto fino ad oggi. Continuerà a monitorare la situazione, solo quella politica. Lo farà in che modo? Valutando – per esempio – la possibilità di eventuali rimescolamenti nella compagine di governo. Controllando se la compattezza sino ad oggi ostentata dalla coalizione sia solo di facciata o pronta a resistere ad un probabile logoramento. Infine: cercando di capire se esista l’intenzione, nell’opposizione, di cavalcare l’onda dei problemi giudiziari, per favorire il materializzarsi di un maremoto politico.
Per questo sento il biogno di uno slancio di onestà non richiesto. Se sia sindrome da kamikaze o gesto ispirato da volontà di trasparenza lo stabilirete voi. Da questo pulsante si può abbandonare la nave del Blog. Oppure salire a bordo. Se i miei messaggi in bottiglia li avete letti attentamente, potete adesso scegliere con consapevolezza, com’è giusto. La rotta del nostro viaggio è molto chiara: navigheremo le acque della politica. E solo quelle. Che l’equipaggio sia convinto è necessario, per la riuscita dell’impresa.
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