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Pubblicato il 14 luglio 2023
Per uno strano scherzo del destino, sarà all’Hotel Parco dei Principi di Roma che Forza Italia rinuncerà alla monarchia. “Il Re è morto“, e questo è chiaro a tutti, ma nessuno all’interno del partito griderà domani “viva il Re“.
Antonio Tajani lo sa. E nemmeno coltiva ambizioni da sovrano. Ma pure è consapevole che attorno a lui sta giorno dopo giorno allungandosi una lunga lista di risentimenti, che prima o poi potrebbe trasformarsi in una congiura. È per allora che Tajani dovrà farsi trovare pronto. Ed è per questo che nelle ultime settimane ha molto lavorato al rilancio, ben sapendo che da qui ai prossimi mesi non basterà evocare il ricordo di Silvio Berlusconi per garantire al partito un futuro.
Eppure in apertura di Consiglio nazionale, ovvero nell’unica porzione aperta alla stampa, verrà trasmesso un filmato in cui saranno ripercorse le gesta del Cavaliere, prima che abbia luogo la discussione a porte chiuse. Trattasi di segnale: quasi che soltanto su una cosa, ad oggi, le due anime di Forza Italia possano dirsi concordi, ovvero il rispetto per la memoria di Silvio Berlusconi.
Memoria, attenzione, non “condivisa” ma “personale”. E dunque ogni volta diversa, a seconda di chi parla. Al punto che – è la scommessa di un alto dirigente azzurro – presto scatterà la corsa al “chi è più berlusconiano“, e pure l’abitudine a sentenziare che “noi siamo la vera Forza Italia, perché il nostro Presidente così avrebbe voluto“.
Chi parla quotidianamente con Antonio Tajani assicura che negli ultimi giorni il vicepremier abbia infine elaborato il lutto, che abbia cioè vestito i panni del leader, riponendo in armadio quelli di perfetto numero due del Cavaliere.
Ecco perché avrebbe voluto inaugurare la nuova éra con un annuncio fragoroso: l’ingresso in Forza Italia di (almeno) un “big” di un partito rivale.
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