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Pubblicato il 11 agosto 2023
È il giorno dell’incontro sul salario minimo, quello del confronto tra governo ed opposizioni. Ma a poche ore dal fischio d’inizio, attorno al rettangolo di gioco – un lungo tavolo allestito nella Sala Verde di Palazzo Chigi, chiamato ad ospitare all’incirca una ventina di persone – una certa agitazione si registra in particolare all’interno di una delle due squadre in procinto di fare il suo ingresso in campo. E non si tratta – come forse sarebbe più logico – della formazione di Giorgia Meloni, ovvero di quella che gioca sì geograficamente in casa, ma politicamente in trasferta su un tema considerato urbi et orbi “di sinistra“, bensì di quella che riunisce in un unico team (non propriamente All Star) le opposizioni.
Sì, perché tra gli staff di alcuni leader attesi oggi a Palazzo Chigi sono ore di grande fibrillazione per quella che dovrà essere la gestione del vertice. Le (poche) regole d’ingaggio concordate con l’esecutivo prevedono che Giorgia Meloni, una volta accolti tutti i presenti, dia vita ad una breve introduzione, riassuntiva della posizione del governo. Poi si aprirà il dibattito. Ed è qui che si annusa aria di ressa, ma pure di rissa. Proprio all’interno delle opposizioni. Ad esempio: chi dovrà parlare per primo? Anzi: “Parleremo tutti?“. E se sì, di che cosa?
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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