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Pubblicato il 20 agosto 2023
Ogni giorno lo accusano di tramare con Meloni per un posto in maggioranza. Ma Matteo Renzi sa che è vero l’opposto. È il presidente del Consiglio il suo grande problema, l’ostacolo maggiore sul cammino della sua ultima “impresa“. Perché è vero che il senatore di Rignano si è messo in testa di fare “il Centro“, da intendersi sì in senso (geo)politico, ovvero come spazio compreso fra destra e sinistra, ma nelle ambizioni pure c’è pure di essere “centro centrale“, ago della bilancia. In Europa ed in Italia, quando sarà.
A chi nel partito gli chiede lumi sulle prossime mosse, per il momento risponde di fidarsi. Un fedelissimo dice che “Matteo, come altre volte in passato, ha visto la strada prima di noi“. Però non si può negare che sarà Meloni a definire come i renziani potranno percorrerla: “Il punto è capire cosa farà Giorgia: risponderà alle richieste d’ascolto che arrivano dall’elettorato moderato o si coprirà a destra temendo di essere risucchiata da Salvini?“. Renzi crede e spera in quest’ultima opzione, perché è quella che potrebbe consentirgli di accogliere nella nuova casa che immagina spaziosa ed ospitale molti inquilini, desiderosi di una vetrina e di ampi margine d’azione.
Ecco, a proposito di Azione e di margini, quelli per una ricomposizione con Calenda sono inesistenti. Al punto che nei giorni di questa strana estate, fatta di molto lavoro e poco riposo, Matteo Renzi avrebbe già tracciato la road map della rottura.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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