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Pubblicato il 14 ottobre 2023
Ancora molto non si potrà attendere. Sebbene i partner internazionali predichino calma e moderazione, la sabbia nella clessidra ha quasi smesso di cadere. E non perché qualcuno l’abbia stesa sul piano. Il punto è che Israele è pronta all’impatto. Deve attaccare, e farlo presto se non vuole concedere al nemico un vantaggio. Perché il tempo rema contro Tel Aviv. Lo fa da quando Hamas ha pianificato gli attacchi, costringendo così l’avversario ad inseguire. E a maggior ragione lo fa adesso che Israele è impegnata negli ultimi preparativi della sua risposta.
Più vicini all’inferno che a qualcosa di umano, separati da uno strato di terrra spesso all’incirca venti metri, i terroristi rintanati nella città sotterranea approfittano della lunga attesa per spostare arsenali e rifinire piani che rendano un incubo la permanenza in quel di Gaza dei soldati israeliani. Per quanto comprensibile sia la voglia di non commettere errori, dopo i molti già messi a referto, Israele è dunque costretta da un’inerzia urgente a fare la sua mossa. E a chi chiede a cosa assomiglierà quest’invasione risponde a ragione: a qualcosa di mai visto.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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