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Pubblicato il 20 ottobre 2023
Poche cose nella vita contano come lo stile.
Se Giorgia Meloni ha deciso di rendere nota la fine della sua relazione, è perché le uscite di Andrea Giambruno sono divenute nell’arco dei mesi così gravi da costituire fonte d’imbarazzo, trasformandosi da questioni familiari in grattacapi di natura politica.
Ma il post con cui il premier ufficializza oggi il termine della sua storia d’amore segna pure un confine invalicabile tra sfera pubblica e privata.
Non c’è battuta sulla pesca Esselunga che tenga, difesa della famiglia tradizionale da rievocare: qualunque sia il vostro orientamento politico, comunque la pensiate sul suo conto, quello tra Meloni e Giambruno non è affare che vi – che ci- riguarda. Non più.
Perché alle gravi volgarità ascoltate nei fuorionda di Striscia è ora sbagliato sommare lo sciacallaggio, la danza allegra di chi è solito cibarsi delle altrui disgrazie, l’esegesi di dinamiche che oscillano tra il complotto politico e il pettegolezzo di condominio.
Non fosse abbastanza per convincervi il rispetto dovuto ai due protagonisti adulti della vicenda, occorrerrebbe fermarsi a riflettere sul dolore che prima o poi – in qualche forma – una bambina rischierà di provare per l’epilogo e i contorni di una storia che coinvolge – e travolge – i suoi genitori.
Dovrebbe valere più del gusto di un’ironia facile, dell’ebbrezza di un like.
Quella s’esaurisce in fretta, la miseria umana dura di più.
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