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Iniziata il 10 gennaio 2024
Le rigide temperature di Des Moines, Iowa, non scoraggino gli appassionati di politica. Il clima alla Drake University è caldo. Mancano cinque giorni al via della lunga corsa alla Casa Bianca. E il dibattito di stanotte può essere il primo di una serie di appuntamenti decisivi. Si parte.

Protagonisti: Nikki Haley e Ron DeSantis. I due candidati si sfidano in un dibattito per il ruolo di contendente principale di Donald Trump per la conquista della nomination repubblicana.

Perché è importante? Perché tutti i sondaggi e le valutazioni degli esperti sono concordi nel dire che Trump è forte, fortissimo, ma non imbattibile. Il campione repubblicano può essere mandato al tappeto. Sì, ma ad una condizione: che i suoi sfidanti si uniscano contro di lui. Eccoci allora al crocevia odierno: basta una battuta riuscita, un grande affondo, un guizzo memorabile, per emergere come vero anti-Trump del Partito Repubblicano.
Cosa dicono i sondaggi. La media nazionale fornita da Fivethirtyeight sembra raccontare di una partita senza storia. Trump al 61,3%, DeSantis al 12,5%, Haley 11,5%, limitandoci al podio. Circa cinquanta – CINQUANTA – punti tra l’oro e l’argento. È tutto già scritto?

No. È il bello della politica americana, l’effetto collaterale di un sistema di voto sui generis. Il dato nazionale conta, certo, soprattutto quando scatta la fotografia di un gap abissale come quello fra Trump e i diretti inseguitori. Ma la partita si gioca Stato per Stato. Il primo è proprio l’Iowa, la sede del dibattito odierno. E qui i sondaggi dicono…ancora Trump.
E allora? Anche in questo caso Trump è molto avanti: quasi 35 punti di margine sul secondo classificato sono un’enormità. Ma qui arriviamo all’importanza del dibattito odierno.

Il Big Mo. George Bush senior coniò l’espressione nel 1980, proprio dopo la vittoria nei caucus repubblicani dell’Iowa. Disse: “Ora mi inseguiranno, ululando e guaendo alle mie calcagna. Avremo uno slancio. Non vediamo l’ora che Big Mo sia dalla nostra parte, come si dice nell’atletica“. Big Mo era il “big momentum”, il vento in poppa. Per Haley e DeSantis non è necessario vincere in Iowa. Del resto lo Stato dell’Occhio di Falco assegna appena l’1,6% dei delegati repubblicani alle primarie.
Ma presentarsi ai nastri di partenza con l’abbrivio di un grande dibattito, e poi con un solido secondo posto ai caucus dell’Iowa, può fare tutta la differenza del mondo nel secondo Stato al voto, il New Hampshire.
Ho detto New Hampshire? Ecco la sorpresa dell’ultimo minuto, quella che può fare svoltare la campagna. Chris Christie, ex governatore dello Stato, ha appena annunciato la sospensione della sua campagna, il suo ritiro dalla corsa per la Casa Bianca.

In New Hampshire, nello Stato in cui Trump ha più possibilità di essere sconfitto perché il voto dell’elettorato MAGA ha il contrappeso degli elettori indipendenti – dunque non registrati come Repubblicani – ammessi alle urne, Christie è (era) accreditato dell’11% circa. Sono voti di elettori anti-Trump (come Christie). Soprattutto: sono voti che se convogliati su Haley possono creare il Big Mo, l’onda che può spaventare Trump e creare il terremoto nel GOP.

Sì, tutto bellissimo. Ma sono ipotesi, scenari, forse addirittura sogni. Prima c’è da vincere un dibattito decisivo. Il Blog apre la diretta, a partire dalle 3:00.
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