Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Pubblicato il 02 aprile 2024
Quando si parla di Medio Oriente bisogna fare i conti con la storia. Il contesto è quello di una giungla: chi mette un piede in fallo rischia la vita. Vale per le persone, ma pure per gli Stati. Quello israeliano è pressoché circondato. I suoi antagonisti nel migliore dei casi tendono a non riconoscerne l’esistenza, nel peggiore si danno come obiettivo la sua distruzione. Gli attacchi del 7 ottobre hanno alimentato il senso di isolamento della gente di Israele, la paura atavica di scomparire, e un senso d’urgenza: fare qualcosa, ripristinare la deterrenza, per non essere risucchiati nel burrone del Male.
Il raid di ieri a Damasco contro Muhammad Reza Zahedi, figura chiave dei Guardiani della Rivoluzione, va esattamente in questa direzione: Gaza è una parte del dipinto, il quadro completo è più ampio, vede Israele impegnata su più fronti. L’obiettivo è sempre lo stesso: mettersi al riparo dai nemici di ieri, di oggi, di domani, saldare gli equilibri, se necessario riscriverli a proprio vantaggio.
Da qui la premessa: siamo abituati al rumore di fondo di un conflitto a bassissima intensità fra Israele e Iran, alle scaramucce tra i due pesi massimi del Medio Oriente. Come pure ai costanti allarmismi che accompagnano le sortite dell’uno e dell’altro. Eppure questa volta bisogna fare attenzione: sul pannello di controllo lampeggiano diverse spie. Gli elementi per un’escalation sono davanti ai nostri occhi, basta leggere gli appunti sul taccuino.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
Iscriviti