Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Pubblicato il 15 aprile 2024
Si dice che nella prima telefonata dopo gli attacchi iraniani Joe Biden abbia fornito a Bibi Netanyahu un consiglio fraterno: “Prenditi la vittoria“. Si riferiva a una grande difesa, ma pure al tempo necessario per pensare alle conseguenze che un contrattacco avrebbe comportato. La storia dice che il primo ministro di Israele abbia ascoltato quel consiglio. Ignorare le raccomandazioni del presidente degli Stati Uniti, nell’immediatezza della strenua difesa garantita dall’America, sarebbe torto troppo grande. Pure in tempi di rapporti tesi.
Ma anche frapponendo ore e giorni di distanza dallo shock di un attacco – il primo di sempre – iraniano sul suolo israeliano, la valutazione strategica non cambia: Teheran ha violato una linea rossa. E per questo dovrà pagare. Se non per spirito di vendetta per necessità esistenziale.
A nessuno sfugge il rischio di finire in un vortice apparentemente letale, capace di risucchiare l’intero Medio Oriente: ma è l’inazione che di più teme Israele, la debolezza comunicata al nemico, il fianco esposto alle sue maligne voglie. Così è deciso: la risposta arriverà.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
Iscriviti