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Pubblicato il 20 aprile 2024
Esiste più di una risposta alla domanda che da giorni si insinua nei corridoi meno illuminati di Capitol Hill, penetrando negli altrimenti inviolabili conciliaboli dei deputati della Camera USA, là dove l’Occidente è chiamato alla riscossa, oggi o mai più, dopo mesi di letargo.
Eppure, anche tra coloro che dopo la sua impronosticabile ascesa al ruolo di Speaker giuravano orgogliosi di conoscere Mike Johnson più o meno da sempre, adesso si fatica a spiegare la metamorfosi vissuta dal detentore del martelletto. Sono in pochi a sapere cosa lo abbia convinto a sposare la causa dell’Ucraina, anche a rischio di rinunciare alla sua carica, pure a costo di esporsi alla lapidazione politica dei suoi colleghi di partito.
Ed è per molti difficile da ammettere, visti i precedenti, considerati i trascorsi anche recenti, ma a guardarlo bene, strano a dirsi, l’uomo oggi disposto a sacrificare il suo personale interesse sull’altare della salvezza di un popolo intero è quanto di più simile alle figura di un leader, oltre che un uomo cui dire grazie, comunque vada, nonostante tutto.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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