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Pubblicato il 24 maggio 2024
Amici di lungo corso, compagni di strada, colleghi di college, perfino parenti, giurano pressoché all’unanimità che Rishi Sunak non è tipo da prendere troppi rischi. Verrebbe quasi da dire “che noia!“. Così è curioso che l’azzardo più grosso che la politica inglese ricordi da anni – anni intensi, turbolenti, di certo non banali – porti la firma di questo primo ministro così perfettino, aria da primo della classe, carattere compassato, il tutto nonostante i tentativi disperati di non esserlo, di apparire non così distante dalle fatiche quotidiane dell’uomo medio, dai patimenti della gente vera, quella d’Inghilterra.
Eppure eccolo, in un pomeriggio londinese dal meteo “variabile” – tenete a mente, servirà – nell’atto di comunicare col sorriso sulle labbra che il Regno Unito andrà al voto nel giro di 35 giorni. “Auguri”, anche stavolta verrebbe da dire. E in primis a lui, ne avrà bisogno.
La decisione è stata presa all’interno di un circolo ristretto, comunicata segretamente a Re Carlo, custodita gelosamente, protetta fino all’ultimo secondo utile, con tanto di depistaggi riservati agli evidentemente infidi ministri del governo.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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