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Pubblicato il 19 giugno 2024
Prima regola del manuale di guerra: dentro un conflitto si può scivolare senza volerlo. Per un incidente, un imprevisto, uno scherzo della Storia, per un tragico errore, per semplice inerzia.
Seconda regola del manuale di guerra: le probabilità aumentano quando le schermaglie tra le parti sono la norma, quando la diplomazia si è già dimostrata un fallimento, quando il senso comune suggerisce che l’unica soluzione sia quella militare.

Terza regola dallo stesso manuale: cogliere e riconoscere i segnali è importante, capire quale pagina del libro si sta leggendo fa la differenza.
Il confine Nord di Israele presenta tutti i requisiti necessari per trasformarsi in una zona di conflitto ad alta intensità. La valutazione è che, in assenza di eventi significativi, per la deflagrazione di una guerra con Hezbollah sia soltanto questione di “quando”, non più di “se”.

Anche un fervente sostenitore di quella meravigliosa arte chiamata diplomazia, un signore di nome Antony Blinken, ha messo in mostra segnali di resa rispetto alla possibilità di risolvere il rebus in questione.
Martedì 18 giugno, il Segretario di Stato americano è a Washington. Ora prende posto sul podio allestito per una conferenza stampa accanto al segretario generale NATO, Jens Stoltenberg.

Quando arriva la domanda sulla situazione in Medio Oriente, Blinken fa un ampio respiro, poi delinea un quadro tanto chiaro quanto allarmante: “Non credo che nessuno dei potenziali belligeranti voglia davvero assistere a una guerra. Non credo che Israele lo voglia. Non credo che Hezbollah lo voglia. Il Libano certamente no. Non credo che l’Iran lo voglia“. Breve pausa. “Eppure c’è potenzialmente uno slancio in quella direzione“.
Allora cosa sta succedendo dietro le quinte? Cosa si dicono i protagonisti lontano dai riflettori? E da che parte soffia il vento in Medio Oriente?
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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