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Pubblicato il 18 luglio 2024
Di tutte le parole spese in queste settimane, da quel maledetto dibattito che rischia di segnare la fine della sua carriera, forse nessuna colpisce e ferisce come le immagini registrate ieri notte, all’arrivo nel suo Delaware. Joe Biden, il presidente degli Stati Uniti, l’uomo più potente del Pianeta, scende le scalette dell’Air Force One, abbozza un sorriso, mima un gesto verso i fotografi. È il modo per rassicurare sulle sue condizioni di salute. Una nota della Casa Bianca ha da poco svelato che il Presidente ha contratto il Covid, e per questo darà inizio a un periodo di autoisolamento.
Ma al momento di salire sulla vettura che lo condurrà alla sua residenza estiva, in quel di Rehoboth, qualcosa non funziona. Biden non trova nelle gambe la spinta necessaria per montare in auto agilmente. Due, tre, quattro. Ma anche cinque, sei, sette, otto tentati appoggi, sempre sulle punte, nella speranza di guadagnare il sedile. Al suo fianco la sagoma di un agente del Secret Service, che non interviene. No che non è indifferenza, ma solo profondo rispetto. Soltanto alla fine, quando il Presidente ha ormai preso posto, l’uomo della sicurezza fa per avvicinarsi, e completa il lavoro.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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