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Pubblicato il 27 luglio 2024
Le linee di comunicazione sicure del Pentagono non tremano. Hanno vissuto momenti peggiori. Ma forse il funzionario deputato ad attivare la sequenza che porterà la questione sulla scrivania di Lloyd Austin, il 12 luglio, almeno da un brivido viene percorso.
Il prefisso di Mosca che fa capolino sullo schermo giunge inatteso. No, quella chiamata non è proprio in agenda. Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti e il suo omologo russo, Andrei Belousov, hanno parlato appena un paio di settimane prima. Cosa sta succedendo?
L’ultima conversazione, datata 25 giugno, non era solo un modo per ricordarsi vicendevolmente l’importanza di tenere aperte le linee di comunicazione, ma soprattutto l’occasione per fare la reciproca conoscenza in un contesto di confronto aperto tra Occidente e Russia. Impossibile parlare di fiducia, ma rapporti di rispetto, in passato, hanno risparmiato al mondo pericolosi e inquietanti approdi.
Ma se due settimane prima tutto pareva essersi svolto secondo copione, allora perché il freddo Belousov, il talentuoso economista chiamato da Vladimir Putin per rimettere a nuovo le casse della potenza militare russa, oggi freme per parlare col gigante dell’Alabama?
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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