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Pubblicato il 11 agosto 2024
Si dice che nell’establishment di sicurezza israeliano, ormai da qualche tempo, si parli apertamente di “nuvola nera“. Definizione alternativa per “Asse del Male“, capace di restituire in maniera più efficace il cambiamento strategico avvenuto in Medio Oriente.
Perché sì, lo Stato Ebraico è sempre stato circondato da nemici. E sempre ha avuto chiaro che la famosa “testa del serpente” fosse di casa a Teheran.
Eppure lo stato dell’arte fa sì che tutti i suoi avversari, partendo da Hezbollah, finendo agli Houthi dello Yemen, attendano ora dalla Repubblica Islamica un segnale, un gesto.
Non più “tanti nemici”, ma “tanti nemici decisi a coalizzarsi”, vogliosi di scaricare sulla testa di Israele, e di concerto, tutta l’ira accumulata in questi mesi.
Così potrà forse risultare sorprendente l’esito delle ultime valutazioni condotte dall’intelligence israeliana: perché coordinazione non per forza significherà contemporaneità.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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