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Pubblicato il 11 ottobre 2024
La situazione nel Sud del Libano è in continua evoluzione. L’UNIFIL è chiaramente nel mirino dell’esercito israeliano. Non ufficialmente. Ma un incidente è un incidente. Due errori in meno di 24 ore non sono un errore. Dunque? Dunque è il momento di analizzare gli scenari. Per farlo occorre separare l’emotività dalla situazione sul terreno.
Prima di procedere, allora, una premessa: è fortissima in queste ore la preoccupazione per i nostri soldati in Libano. I metodi attuati dall’esercito israeliano sono inaccettabili e sbagliati: inaccettabili verso nazioni alleate, e sbagliati per Israele stesso. Perché? Perché costituiscono un clamoroso autogol, un regalo a chi da mesi dipinge lo Stato Ebraico per ciò che non è, un assist a chi sostiene che l’operazione di terra in Libano sia una violazione del diritto internazionale (spoiler: non lo è).
Detto questo, passiamo ad occuparci della realtà, quella di cui occorre tenere conto in fase di analisi, lasciando da parte i buoni sentimenti e – purtroppo – anche le belle speranze.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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