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Pubblicato il 14 gennaio 2025
Si trova forse fra le righe di un vecchio pezzo del New York Times la descrizione più affascinante mai partorita a proposito di Bill Burns. È quella che tratteggia una figura “alta e discreta, con occhi guardinghi, capelli argentei e un baffo curato. Un tipo che potresti facilmente immaginare in un romanzo di John Le Carré, sussurrando nell’orecchio di un dignitario, durante una festa all’ambasciata, che la città sta cadendo nelle mani dei ribelli. E che una barca, a mezzanotte, lo attende al porto” per metterlo in salvo.

Eppure lo 007 ancora per qualche giorno più potente al mondo ha in programma per sé stesso un’uscita di scena meno rocambolesca. “Probabilmente dormire“, ha risposto a chi gli chiedeva quali piani avesse elaborato per il 20 gennaio, giorno dell’insediamento del nuovo Presidente. Non una mancanza di rispetto dal direttore della CIA, sia chiaro, ma, “voglio dire, ci sono un sacco di cose che non ho fatto negli ultimi quattro anni“.
C’è da capirlo, mettetevi nei suoi panni. A parte compiere 84 viaggi all’estero, coprire in volo una distanza superiore al milione e mezzo di chilometri, Bill Burns è stato l’uomo dell’America – e dell’Occidente – al tavolo dei “Cattivi”, ogni qual volta gli equilibri del pianeta sono stati in bilico.
Ma ora basta. Che lo voglia o no, adesso è tempo di fermarsi.
Sì, d’accordo. Però non prima di un ultimo viaggio. Non prima di aver svelato i suoi ultimi segreti. Gli ultimi segreti di Bill Burns.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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