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Pubblicato il 22 gennaio 2025
Quando tutt’intorno è ormai calata l’oscurità, a bordo dell’elicottero militare che le trasporta finalmente verso casa, Emily Demari chiede un pennarello. Usa la mano ancora integra, quella che Hamas non le ha rubato, per scrivere su una lavagnetta, a favore di telecamera, che sì, adesso l’incubo è davvero finito.
Accanto a lei Tomer Bar, comandante dell’Aeronautica israeliana, cerca di restare serio, professionale: ma quanto è difficile controllarsi, non farsi contagiare dallo spirito delle tre sopravvissute, non lasciarsi travolgere dall’adrenalina che scorre loro in corpo, da tutto il loro coraggio.
Per 471 giorni hanno visto di tutto. Sono state ferite, costrette a vivere per lunghe settimane sottoterra, private della luce del giorno, sottoposte a pressioni psicologiche che avrebbero potuto spezzare chiunque. Ma Romi Gonen, Emily Demari e Doron Steinbrecher, in qualche modo, adesso sono al sicuro, pronte a raccontare l’inferno attraversato, nella speranza che possa servire a qualcosa, forse a recuperare chi è rimasto indietro, prigioniero del Male.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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