Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Pubblicato il 26 gennaio 2025
In volo verso casa, verso il Rabin Medical Center di Petah Tikva, dove i medici israeliani le aspettano per cercare di capire quanto sia profonda l’impronta lasciata da 477 giorni di prigionia, le 4 soldatesse israeliane, appena rilasciate da Hamas, hanno voglia di sorridere, di scherzare. Le colleghe dell’esercito, felici di riabbracciarle ma preoccupate per le loro condizioni, gli indicano i posti a sedere: accomodatevi per il viaggio. È in quel momento che una delle ragazze replica: no, no, non parlateci così, nella nostra vecchia lingua, noi capiamo solo l’arabo. Umorismo tipicamente ebraico. Capacità di ironizzare su un trauma, di capovolgerlo a proprio vantaggio, fino a riaffermare la propria forza sulle difficoltà.
Eppure c’è stato un momento, nel quartier generale dell’esercito dedicato agli ostaggi, in cui davvero i vertici dell’esercito israeliano, dello Shin Bet e del Mossad, hanno temuto che le quattro ragazze potessero crollare, che la fibra, per quanto forte, potesse spezzarsi.

Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
Iscriviti