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Pubblicato il 05 febbraio 2025
Che succede? Siamo in un nuovo mondo. Le cose sono più forti degli uomini, ma certi uomini spostano le cose.
La conferenza stampa andata in scena nella notte italiana è già un evento in grado di segnare una presidenza. Promemoria: Donald Trump ha preso possesso dello Studio Ovale da appena 15 giorni.
Nelle scorse ore circa 150 tra i migliori cronisti americani, uomini e donne abituati a frequentare l’Ala Ovest da anni, hanno sperimentato uno strano senso di smarrimento: è quello tipico di chi viene sbattuto in un frullatore, di chi viene strattonato da una forza maggiore.
Quella forza, piaccia o meno, che sia giusta o che sia sbagliata, oggi risponde al nome di Donald Trump.
Le cose sono più forti degli uomini, ma Trump sposta le cose.

Mutando l’ordine degli addendi il risultato può cambiare: Trump sposta le cose, ma le cose sono più forti degli uomini.
Come sempre, sarà del Tempo l’ultima parola. Ma l’attesa si può ingannare: basta cercare fra le pieghe di una grande storia, andare alla ricerca di dettagli non raccontati.
E allora: 10 importanti retroscena sul piano del Presidente americano per la Striscia, sul disegno chiamato “Mar-a-Gaza“.
Fonti ben informate fanno risalire l’intenzione di “prendere il controllo” della Striscia di Gaza ad almeno due mesi fa. Se non è trapelata sulla stampa, spiegano, è per la particolare cura con cui The Donald la tratta. Tutti coloro al di fuori della cerchia ristretta del Presidente vengono tenuti all’oscuro dell’iniziativa. Solo gli assistenti e gli alleati più fidati sono messi al corrente del piano, ma con un preavviso molto scarso, lo stretto necessario per preparare l’uscita in conferenza stampa, per sconvolgere il mondo. Il New York Times si spinge oltre: anche Bibi Netanyahu è stato informato dell’annuncio pochi istanti prima di uscire in conferenza stampa.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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