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Pubblicato il 16 febbraio 2025
È Radoslaw Sikorski, ministro degli Esteri polacco, il primo a confermare che c’è del vero tra i rumours che ad un certo punto del pomeriggio cominciano a circolare all’impazzata fra i corridoi del Bayerischer Hof Hotel, sede della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, evento più seguito e importante della settimana. Italia a parte, s’intende, dove Sanremo fa campionato a sé.
L’uomo di Varsavia ammette che sì, effettivamente Emmanuel Macron “ha convocato i nostri leader a Parigi” per una “riunione di emergenza“. Non ci sono mezzi termini per definire il vertice. Perché è di questo che si tratta: della prima risposta, urgente, che il Vecchio Continente tenta di opporre al fuoco amico che ritiene di aver subito, della reazione che nelle intenzioni dovrebbe segnare la riscossa europea dopo giorni di umiliante tramortimento.
Eppure nella svolta che dovrebbe segnare la ripartenza non c’è sollievo. È il segno della gravità della situazione: dopo aver attraversato diversi strati diplomatici, dopo essersi fatto largo fra gli apparati di sicurezza, lo stato d’allarme ha raggiunto anche il livello politico.
Che non ci sia più tempo da perdere è evidente. Resta da capire se ancora ce ne sia da spendere.

Fra coloro che più di altri hanno subito la sequenza di colpi sotto la cintura rifilati dagli americani negli ultimi giorni, spiegano, vi è senza dubbio il primo ministro inglese, Keir Starmer.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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