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Pubblicato il 21 febbraio 2025
“Non si tratta di elezioni, si tratta di sbarazzarsi di Zelensky“.
È un diplomatico di carriera, un funzionario ormai stagionato, a spiegare in termini brutali – ma probabilmente onesti – il mood dominante a Washington, dalle parti di Pennsylvania Avenue.
Perché se fonti vicine a Donald Trump, informate sui suoi pensieri, arrivano a sussurrare ai cronisti amici che “lo scenario migliore per Zelensky, e per il mondo, è che se ne vada in Francia, immediatamente” – suggerendo di fatto l’esilio di un Presidente – allora è chiaro che si sia vicini al punto di rottura, che si sia in presenza di un momento di tensione senza precedenti.

È un concetto con cui Volodymyr Zelensky è sceso a patti, un’informazione che il suo ufficio presidenziale ha elaborato senza lasciare troppo spazio al risentimento. Perché se per Trump è una questione personale, per Zelensky no, non può esserlo.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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