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Pubblicato il 24 febbraio 2025
“Devo essere onesta e dire che non mi fido di Putin. Non credo che voglia la pace in Ucraina. Capisco che a molti una risoluzione pacifica o un cessate il fuoco sembri una buona idea, ma rischiamo che la pace possa essere più pericolosa della guerra in corso“.
È Mette Frederiksen, primo ministro danese, nel giorno del 3° anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, a mettere da parte l’emotività, a chiedere che il Vecchio Continente guardi negli occhi la realtà, quella fotografata dal servizio di intelligence della Difesa del Regno di Danimarca.
Non si tratta di cedere al catastrofismo. E nemmeno di essere russofobi.
È che a certe latitudini, in particolare nel Nord Europa o fra i Paesi affacciati sul Baltico, la percezione della minaccia è più tangibile. Questione di punti di vista, di storia e di geografia, ma pure di informazioni raccolte sul campo. Come quelle contenute in tre rapporti, freschi di stampa, redatti dagli 007 di Lettonia, Estonia e proprio Danimarca.
Bussole con cui cercare di orientarsi in tempi complicati. Mappe da tenere sotto mano, per non lasciare che la corrente finisca per deviare la rotta della nave, per evitare che il Vecchio Continente si ritrovi impreparato, dinanzi ad una minaccia esistenziale.

E allora, cosa dicono questi documenti? E quali sono le scoperte che tengono sul chi vive le spie occidentali?
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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