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Pubblicato il 26 febbraio 2025
È stato uno degli ultimi consigli di Bill Burns, ex direttore della CIA, nell’atto di svuotare l’armadietto al quartier generale di Langley. Fate attenzione a Vladimir Putin, dopotutto è uno di noi.
Complimento privo di sentimento, semplice constatazione professionale. Ma anche promemoria: questo signore, prima di intraprendere la carriera da leader autoritario, è stato un agente segreto, benché dell’altro campo. Eccolo, il senso del messaggio: fate attenzione, non sottovalutatelo, non lasciatevi incantare.
Perché negli anni l’uomo di San Pietroburgo ha messo a punto tecniche di manipolazione dello spazio informativo, acquisito competenze mai dimenticate. Controllo della comunicazione, guerra psicologica, propaganda, arte della disinformazione e dell’inganno: strumenti presenti da sempre nella cassetta degli attrezzi del Cremlino, e del suo inquilino, campione nello studio del suo interlocutore, maestro di logica distorta, pensata per plasmare gli scenari a proprio gusto, per orientare il dibattito, all’esterno come in patria.
Anche così si spiega l’attenzione maniacale riservata da funzionari dell’intelligence ucraini (ed occidentali) ai contenuti dell’intervista rilasciata a Pavel Zarubin, fido corrispondente del Cremlino. Ovvero con la convinzione che fra le righe delle sue ultime dichiarazioni Vladimir Putin abbia lanciato più di un segnale. Messaggi in codice attentamente ponderati. Subdoli, machiavellici, e in ogni caso da considerare.
I passaggi finiti sotto la lente di ingrandimento di 007, leader politici e diplomatici sono almeno tre.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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