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Pubblicato il 07 marzo 2025
È il non detto che toglie il sonno. Il pensiero a cui non dare voce, nel timore che il solo pronunciarlo possa renderlo più vero. Eppure non c’è silenzio che tenga, finzione che regga. Anche a Roma, e in particolare tra i corridoi di Palazzo Chigi, ormai da qualche tempo si è insinuata un’inquietante consapevolezza: siamo finiti su un ottovolante. E senza possibilità di scendere.
Così non è un caso che in molti dei suoi ultimi interventi, pubblici e privati, Giorgia Meloni abbia posto l’accento sulla necessità di non dividere l’Occidente. Concetto a prima vista generico, utilizzato in realtà per suggerire che alimentare l’evidente propensione americana al disimpegno dalla difesa europea “non mi pare intelligente“. Ragionamento non fortuito. Al contrario, animato – da quel che risulta – da preoccupazioni in realtà più particolari, nel senso di specifiche, stringenti, circoscritte al destino dell’Italia e della sua sicurezza.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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