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Pubblicato il 19 marzo 2025
Preoccupazione, inquietudine, incertezza.
Nelle stanze del potere europeo, il giorno dopo il contatto fra Donald Trump e Vladimir Putin, c’è poca voglia di festeggiare.
Certo, l’idea di un cessate il fuoco – per quanto limitato e parziale – viene interpretata dai decisori del Vecchio Continente come una buona notizia, un barlume di speranza per un popolo – quello ucraino – da tre anni sottoposto a martellamento continuo.
Eppure è la reazione di consiglieri diplomatici e militari, dei funzionari dell’intelligence che più di tutti conoscono il repertorio retorico del Cremlino, a consigliare cautela, a suggerire di tenersi alla larga da ogni slancio ottimista.
D’altronde è impietosa l’analisi delle due ore di conversazione andata in scena poche ore prima. Sono almeno sette le trappole posizionate da Vladimir Putin sul cammino di Donald Trump. Botole in cui fare sprofondare Kyiv, sfruttando la disabitudine americana a questo tipo di trattative, contando sulla smania di Washington di chiudere in fretta la partita.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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