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Pubblicato il 22 aprile 2025
Si chiama “Habemus. Diario dal Conclave“.
È la nuova rubrica del Blog, e nasce oggi, in un momento eccezionale per la Storia del mondo e della Chiesa. Potrà raggiungervi in piena notte o al mattino presto: non ci sono orari per i retroscena. Non nei 20 giorni che ci separano dall’elezione del successore di Pietro.
Questo spazio ha un’ambizione chiara, e al tempo stesso semplice: diventare un punto di riferimento nella marcia di avvicinamento al Conclave; accompagnare i lettori fin dentro i confini vaticani, raccontarne i sussurri, interpretare i segnali che contano per comprendere che direzione prenderà la Chiesa dopo Francesco. Senza smania, senza fretta, col passo lento, accorto, che solo un Conclave richiede.
E allora, buona lettura. Habemus.
Tagle, Parolin, Pizzaballa.
Erdo, Sarah, Zuppi.
Besungu, Bagnasco, Arborelius.
A poche ore dalla morte di Francesco è già acclarata una prima tendenza: presume di risolvere la questione in breve tempo, quasi si trattasse di una filastrocca da mandare a memoria, di un totonomi da sciogliere con l’aiuto dell’istinto, prim’ancora che della Provvidenza.
Quanto di più sbagliato vi possa essere: la corsa al soglio pontificio non è competizione per scattisti, serve passo costante, sangue freddo, piuttosto che ritmo frenetico. Quanto intuito da Francesco in tempi non sospetti, consapevole che il vento di conclave, attorno a Santa Marta, soffiasse ormai da mesi forte e insieme gelido.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
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