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Pubblicato il 27 aprile 2025
Habemus. Diario dal Conclave” è la nuova rubrica del Blog, nata per raccontare giorno per giorno l’attesa elezione del successore di Pietro. Tra retroscena, segnali e sussurri vaticani, accompagnerà gli iscritti nel cuore delle scelte che decideranno il prossimo Papa.
Giorno 6.
Arriverà forse già domani, nella prima Congregazione in programma dopo i funerali di Francesco, l’indicazione di calendario che il mondo attende con più trepidazione: quella sulla data di inizio conclave.
Ma se è chiaro a tutti – e fin da ora – che trovare un accordo sul nome del prossimo Papa non sarà facile, risulta al contrario più complicato – quanto meno all’esterno dei confini vaticani – cogliere la complessità del “negoziato” nascosto, in corso in queste ore sottotraccia, per decidere il giorno d’ingresso all’interno della Cappella Sistina, inseguendo la fumata bianca.

Del resto è vero che la Costituzione apostolica parla chiaro: non c’è santo che tenga, il conclave dovrà avere inizio fra 15 e 20 giorni dalla morte del Papa. Ma quanto emerge adesso, ascoltando fonti vaticane, è un ragionamento più sottile, tipico di politici di razza, quali sono molti fra i cardinali.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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