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Pubblicato il 12 maggio 2025
Esiste il rischio che venga presentata come una storia marginale, secondaria, nulla di troppo serio rispetto a quanto accade, di grave e di importante, in giro per il mondo.
Eppure attenzione a cadere nel tranello: c’è uno Stato straniero, più di preciso il Qatar, desideroso di donare al Presidente degli Stati Uniti un aereo da 400 milioni di dollari.
Si dirà: e dov’è il problema? Quale sarebbe il punto?

Contesto: nelle intenzioni di chi lo regala – ma anche di chi è ben felice di riceverlo – il velivolo extralusso (un Boeing 747-8) dovrebbe subire modifiche tali da diventare in breve tempo il nuovo Air Force One, l’aereo presidenziale. Il tutto, ovviamente, per gentile omaggio della Famiglia Reale di Doha.
Sì, ma l’interrogativo resta: come sopra, cosa c’è di sbagliato?
“Ragioni d’opportunità”, potrebbe azzardare un temerario idealista, rischiando la pernacchia.
Nell’attualità politica americana non c’è posto per ragionamenti di questo tipo: risuonano come echi lontani, provenienti da un mondo sconfitto.
E allora? E allora occorre badare al sodo, concentrarsi per esempio su questioni di natura diversa: costituzionale, politica, di sicurezza nazionale.
Sono piani fra loro intrecciati, tutti accomunati dall’esistenza della cosiddetta “emoluments clause“, la clausola sugli emolumenti, una disposizione della Costituzione degli Stati Uniti (articolo I, sezione 9, paragrafo 8), che vieta ai funzionari federali di accettare regali o altri tipi di vantaggi economici da governi stranieri, a meno che non vi sia una chiara approvazione da parte del Congresso.
Piccolo spoiler: l’approvazione in questione non c’è.
Lo spirito alla base di questo guardrail costituzionale è evidente: scongiurare il rischio di influenze straniere sul potere esecutivo. Nel caso specifico: impedire che un regalo da 400 milioni di dollari possa portare il Presidente degli Stati Uniti ad avere un occhio di riguardo nei confronti di un attore estero (il Qatar) come prova di riconoscenza per il dono ricevuto.
Ma è proprio qui, in questo passaggio cruciale, che il caso si complica. E la storia si fa più interessante.
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