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Pubblicato il 15 maggio 2025
Peter Welch, 78enne senatore democratico del Vermont, commenta il clima che si respira nei corridoi di Capitol Hill con l’aria rassegnata di chi ne ha viste troppe per dirsi sorpreso: “È una discussione che era attesa da tempo. Non so se sia utile, ma era inevitabile“.
No, non serve nemmeno che specifichi l’argomento: nelle chat democratiche non si parla d’altro.
Non c’è via di fuga aperta.
Il libro di Jake Tapper (CNN) e Alex Thompson (Axios) deve ancora uscire ufficialmente – la pubblicazione è prevista per il 20 maggio – ma Original Sin, il “peccato originale” che, secondo gli autori, starebbe alla base del trionfo di Donald Trump, ha già fatto esplodere tensioni e recriminazioni dentro al partito, riaprendo una ferita che si sperava fosse chiusa, e invece è ancora infetta.
Quel peccato, dicono i cronisti politici, è facilmente individuabile. Coincide con la decisione di Joe Biden di ricandidarsi. E ha a che fare con la sua difesa a oltranza da parte di un entourage per mesi impegnato nel tentativo disperato di proteggere il presidente, negando che il suo declino fisico rappresentasse un problema.
Il racconto, ricco di retroscena, prende le mosse da oltre 200 interviste fra dirigenti di partito, membri dello staff, parlamentari, personaggi pubblici e fonti interne.
Persone, spiegano gli autori, che “potrebbero non ammettere mai di aver parlato con noi“, ma che, nella lunga marcia di avvicinamento verso le Midterms prima e le presidenziali del 2028 poi, saranno perseguitate a più riprese da questo elefante nella stanza. O da quello che un importante stratega democratico oggi definisce senza mezzi termini “un abominio”: “Joe Biden ha rubato un’elezione al Partito Democratico; l’ha rubata al popolo americano“.
E, sostiene la coppia di autori, alla luce di quanto ricostruito, nessuno ha saputo o voluto impedirglielo.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
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