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Pubblicato il 20 maggio 2025
Il giorno dopo non c’è dubbio: è il pessimismo il sentimento più diffuso.
Un funzionario di governo italiano, interpellato sulla telefonata fra Donald Trump e Vladimir Putin, si rifugia in una frase che difficilmente può restituire fiducia: “Speriamo nel Papa. Speriamo che almeno il Papa possa qualcosa”.
Non si tratta di un richiamo fideistico al cosiddetto “effetto Vaticano”, al luogo che più di ogni altro è sembrato poter avvicinare le ragioni di Volodymyr Zelensky alle posizioni del suo partner principale, il presidente degli Stati Uniti d’America.
Il punto è un altro: è che i dettagli emersi in queste ore dicono di un negoziato che non solo non decolla, ma che fonti ucraine descrivono in pieno stallo, forse “a un punto morto”. Così si spiega l’irrazionale speranza di una svolta, l’ingresso in scena del famoso “fatto nuovo” capace di sparigliare le carte, di rimescolare le posizioni.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
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