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Pubblicato il 27 maggio 2025
Il volto di Volodymyr Zelensky questa sera appare stanco, la voce più roca del normale. È evidente che il presidente ucraino sia preoccupato.
Alla fine ha optato per il silenzio, evitando di rispondere frontalmente agli ultimi attacchi di Donald Trump.
E sì, l’inquilino della Casa Bianca avrà pure preso di mira Vladimir Putin –“Qualcosa è successo a quest’uomo, è diventato completamente PAZZO”, ha scritto l’americano – ma funzionari ucraini, a Kyiv, notano il rovescio della medaglia.
Nello stesso post pubblicato sui social, osservano, il leader USA è tornato ad attaccare Zelensky: “Non sta facendo alcun favore al suo Paese parlando come fa. Ogni cosa che dice causa problemi, non mi piace, ed è meglio che la smetta”.
Un attacco gratuito, l’ennesimo. La prova che l’America si mantiene equidistante.
E dunque nessun passo avanti. Non ancora, nonostante le voci provenienti da Washington, quelle che dicono di pressioni fortissime, senza precedenti, da parte di uno zoccolo duro di senatori repubblicani sul loro Presidente, affinché autorizzi nuove sanzioni contro la Russia, nel tentativo di costringerla al tavolo del negoziato.
Eppure nei pensieri di Zelensky non c’è spazio per il risentimento. Sono piuttosto le informazioni provenienti dall’intelligence ucraina a renderlo di cattivo umore, teso per gli sviluppi di una vicenda che rischia di sfuggire di mano.
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