Pubblicato il Carico la pagina...
Pubblicato il Carico la pagina...

Pubblicato il 10 giugno 2025
Per trovare un precedente di Presidente degli Stati Uniti che ordini il dispiegamento della Guardia Nazionale senza il consenso del governatore di uno Stato, bisogna tornare alla mattina, fredda ma soleggiata, del 20 marzo 1965.
L’allora inquilino della Casa Bianca, Lyndon B. Johnson, in piedi sulla veranda del suo ranch texano, lesse il telegramma appena inviato al governatore dell’Alabama, George Wallace. Con stile accorto ma deciso, il presidente annunciò:
“Richiamo in servizio federale unità selezionate della Guardia Nazionale dell’Alabama (…) per aiutarla a far fronte alle sue responsabilità”.
Il non detto era chiaro: il presidente americano, preoccupato per la sicurezza della popolazione nera alla vigilia della storica marcia per i diritti civili da Selma a Montgomery, decideva di bypassare un governatore segregazionista, indisponibile a schierare la Guardia Nazionale del suo Stato per proteggere i manifestanti di colore.

In circostanze profondamente diverse, sessant’anni più tardi, Donald Trump decide di scavalcare l’autorità della California, richiama la Guardia Nazionale per sedare le proteste in corso a Los Angeles in opposizione al governatore dello Stato, Gavin Newsom, aprendo una crisi istituzionale dalle conseguenze insondabili.
E adesso? E adesso si balla.
Ehi, pirata! È un bel tentativo quello di leggere senza salpare col giusto lasciapassare. Ma come ogni veliero che si rispetti, anche il Blog custodisce nelle sue stive i tesori più preziosi solo per chi ha davvero il coraggio di issare le vele e unirsi all’equipaggio. Quello che stai per leggere non è solo un articolo: è la rotta segreta tracciata sulla pergamena della geopolitica, disegnata tra burrasche diplomatiche e silenzi che parlano più di mille colpi di cannone.
Da Washington a Mosca, da Pechino a Tel Aviv, le correnti internazionali non seguono il vento ma il calcolo. Gli ammiragli della Terra navigano tra arcipelaghi di crisi, inseguendo alleanze come fari intermittenti nella notte. Ma a bordo di questa goletta editoriale, non ci accontentiamo di tracciare una rotta già battuta: ci spingiamo oltre Capo Horn della notizia, sfidando la bonaccia delle analisi banali e i marosi delle fake news.
Ora tocca a te decidere se restare alla deriva o salire a bordo. Il ponte è scivoloso, ma ogni parola che ti aspetta sottocoperta vale il prezzo del biglietto. Perché non basta essere lupi di mare per capire cosa bolle nei barili della geopolitica: serve una bussola fatta di analisi lucida, contesto e memoria. E noi ce l'abbiamo. Dai, pirata: arruolati tra chi non si limita a guardare il mare, ma lo attraversa per scoprire cosa c’è davvero dall’altra parte dell’onda.
Retroscena, approfondimenti, dirette degli eventi che cambiano il mondo. Sali a bordo, naviga i mari in tempesta della politica internazionale.
Iscriviti